Cercare casa a Sydney

Articolo di Giorgia, Business Consultant

 

Se pensate che cercare casa in affitto tramite agenzia a Sydney sia come cercarla a Milano, ecco, secondo la mia esperienza non è così.

Ho vissuto a Milano per più di quindici anni e vuoi perché vai in scambio, vuoi perché vai a convivere o anche solo perché ti vuoi avvicinare al lavoro, insomma ho cambiato casa dieci volte. Ormai ho un processo di ricerca casa che si è affinato nel tempo e pensavo davvero potesse valere anche a Sydney, invece, paese che vai ‘prassi’ che trovi. Vi racconto com’è andata.


Intanto diciamo subito che sono davvero molto fortunata, mi trasferisco a Sydney in una condizione di vantaggio, così decido di mantenere il mio pacchetto di priorità consolidato negli anni, lo stesso con cui faccio finta di considerare anche i desiderata del mio partner.  A questo decido di aggiungere naturalmente il mare, altrimenti che sono venuta a fare fino a Sydney?! Scarico la fantastica app che vedo pubblicizzata ovunque e inizio a spulciare gli immobili disponibili. Foto fantastiche e prezzi incredibili, mi convinco subito che il confronto con i prezzi con Milano non funziona e rivedo il budget decisamente al rialzo e soprattutto lo traduco da mensile a settimanale. Ora la mia ricerca comincia a restituire qualche risultato attendibile.


Intuisco che se voglio un monolocale devo cercare uno “studio“, se voglio un bilocale devo cercare un “one bedroom apartment“, per un trilocale invece un “two bedrooms” e così via, effettivamente non fa una piega. Mi rincuora non vedere menzionate caparre da capogiro e nemmeno periodi di preavviso improponibili. Le case però spesso sono vuote, con solo la cucina e gli armadi a muro, ma io ho con me solo una valigia di vestiti e il pc… Già ho dovuto impacchettare e riporre in cantina tutte le mie cose della vecchia vita e ora qui finisce che devo anche ricomprarle. Sconforto. Scaccio i pensieri malinconici e mi concentro sulla selezione. Finalmente la mia shortlist comincia a popolarsi.


Sono pronta per la prima visita! In molti annunci sono indicati uno o più giorni per le “inspection” con i rispettivi orari, mi basta contattare gli agenti per avere l’indirizzo preciso. Scopro quindi che non sono io a dettare giorni e orari come in Italia, bensì loro. Noto anche che le agenzie australiane prediligono il mercoledì e il sabato per le visite e, soprattutto, che questo impatta sulla mia shortlist a causa delle diverse sovrapposizioni. Decido di prendere il lato positivo, meno immobili da vedere, pochi slot di tempo a disposizione: sabato trovo casa e domenica vado al mare!


Sabato, dopo aver steso l’agenda degli appuntamenti e aver pianificato come raggiungerli, parto agguerrita. Un disastro! C’è la fila per vedere gli immobili?! E non intendo tre o quattro persone, nella prima che ho visto ne ho contate ben trentotto! E poi che cosa sono quei moduli con cui si sventolano i miei compagni di fila? Qualcosa mi sfugge e parto con le domande a raffica: ogni agenzia ha il suo modulo da compilare che raccoglie tutte le tue credenziali, dai dettagli di lavoro ai numeri di telefono di chi ti può fare una referenza; lo consegni come espressione di interesse e se ti scelgono puoi, forse contrattare, o semplicemente accettare o rifiutare. Procedo con la visita, entrando e uscendo in fila indiana dalla casa più desiderata di Potts Point. Vado demotivata a vedere gli altri appuntamenti e inizio ad escogitare la strategia per il sabato successivo: scaricare o richiedere i moduli a tutti gli agenti immobiliari degli appartamenti in agenda, preparare la documentazione richiesta e farsi fare una bella lettera di raccomandazione dalla società per cui lavoro.


Ora sono pronta per il secondo sabato. Scelgo alcuni appartamenti nuovi nell’area di North Sydney, ma sono letteralmente presi d’assalto dai cinesi! Lascio solo ad alcuni il modulo con la mia dimostrazione di interesse e non ricevo alcuna chiamata dalle agenzie. Ho imparato che i cinesi amano gli appartamenti nuovi e immagino abbiano qualche asso nella manica per accaparrarseli.

 

Il terzo sabato è il decisivo! Non ho più tempo, devo lasciare l’attuale alloggio. Abbasso le mie aspettative, la nuova priorità passa da “sul mare” ad “abbastanza vicino al mare” e finisce per andar bene anche “sul percorso dell’autobus che va al mare”. Scelgo quattro appartenenti carini tra North Sydney e Neutral Bay, solo uno ha uno scorcio sul mare e so già che sarà impossibile aggiudicarmelo. Procedo con le visite e decido di lasciare il modulo con  l’espressione di interesse subito a tutti gli agenti immobiliari. A fine serata mi chiamano quasi contemporaneamente due degli agenti, rischio prendendomi un’ora per scegliere l’opzione migliore, considerando specialmente la quantità arredamento di cui avrò bisogno. Avevo già deciso quando ricevo la chiamata del terzo agente, l’agente della casa con lo scorcio sul mare. Accetto senza pensarci due volte, avverto immediatamente gli altri due agenti e sono già lì a contrattare con il mio partner lo spazio giusto per le mie scarpe e i miei vestiti.

Ho impiegato quasi un mese per adattare il processo di ricerca della casa alle modalità previste qui a Sydney, ma sono soddisfatta: alla fine sono riuscita a trovare una soluzione non troppo lontana dalle mie aspettative.